ESTERO EUROPA GRECIA

Viaggio nel cuore italiano di Karpathos

Coordinate geografiche
35°29’46.3″N 27°11’49.7″E
35.496187, 27.197128

C’è un pò d’Italia a Karpathos. Non tanto per i numerosi turisti italiani che la visitano, ma c’è qualcosa di più profondo, che affonda le sue radice nel secolo scorso. Iniziamo il viaggio nel cuore italiano di Karpathos!

Un “Angolo Italiano” a Karpathos

Siamo nell’antico “Angolo Italiano Cafe Karpathos”, fondato nel 1895, è meta fissa per chiunque voglia degustare un buon Caffè con la “C” maiuscola…

Angolo Italiano a Karpathos
La moka all’ “Angolo Italiano” di Karpathos. Dimenticavo di dirvi che qui le brioches son così… enormi! 🙂

Ci accolgono con una moka in bella vista. Mihailis, il proprietario, racconta che la prima moka fu regalata a sua nonna da un soldato italiano durante la guerra.

Storie d’amore e di guerra

Nel 1912 gli italiani sbarcarono a pochi metri dal suo locale con una nave da guerra carica di giovani, poco più che ventenni, provenienti per la maggior parte dalle campagne del sud Italia.

Da li a poco, senza combattimenti, le autorità turche si arresero e Karpathos divenne colonia italiana. Sotto il regime di Mussolini, fu imposto l’insegnamento della lingua italiana a scuola e s’iniziò la costruzione di numerose infrastrutture.

Dopo l’Armistizio, fu occupata dalle truppe tedesche che disarmarono gli italiani facendoli prigionieri.

Questi giovani ragazzi, poco avevano a che fare con la volontà colonizzatrice fascista e fu, anche per questo, che subito s’instaurò un rapporto davvero familiare con la popolazione locale che li adottò come figli.

Ecco la storia di uno dei tanti soldati italiani che qui han portato e lasciato un pezzo di cuore. Un viaggio nel cuore Italiano di Karpathos:

“La divisa della fanteria. La bustina un po’ di traverso, la giubba di panno, lo sguardo deciso e baffi sottili. […] Si chiamava Sergio Gattullo, divenne Sergio Gatoulis.

Gattullo, come tanti cittadini meridionali, era arrivato a Milano dal paese natale, Ruvo di Puglia. Nel 1938 Sergio fu però chiamato alle armi […] Karpathos, la veneziana Scarpanto, la sua sede; Menetes, un paesino adagiato sulla montagna, a una decina di chilometri dal capoluogo Pigadia, la guarnigione cui fu assegnato […].

L’Italia l’anno dopo entra in guerra, ma laggiù, nell’Egeo, i venti bellici arrivano attenuati. Fino al 1943, fino all’8 Settembre. Che nelle isole del Dodecanneso, così come in quelle Joniche, portò l’occupazione nazista non senza momenti drammatici, come le stragi di soldati italiani per mano tedesca a Cefalonia e a Kos […].

Accusato di essere una spia della Resistenza greca, venne arrestato dagli alleati di un tempo.

Ma […] accolto da una famiglia dell’isola, si narra che venne nascosto per mesi e mesi nel tronco cavo di un ulivo per sfuggire ai rastrellamenti nazisti.

Sergio Gattullo, intanto, aveva comunque già deciso. Lui sarebbe rimasto a Karpathos. Per riconoscenza e per amore.

Sposò infatti Zaira, la figlia della famiglia che lo aveva salvato, il cognome venne grecizzato in Gatoulis e adesso campeggia sul capannone di uno dei più grandi autonoleggi Pigadia dove ad attendere i clienti c’è Francesca, una dei sei figli di Sergio […].”

Tratto da L’Italiano che illuminò Karpathos, Guido Barella
www.ilpinguinoviaggiatore.it

La memoria del passato

Di quel tempo passato rimane solo un piccolo ex cimitero, dimenticato e abbandonato, di cui restano solo le mura di cinta. La macchia mediterranea qui ha preso il sopravvento, ricoprendo completamente il terreno di rigogliosi cespugli verdi. Nessuna targa commemorativa, nessuna indicazione geografica.

Ex cimitero italiano a Karpathos
Ciò che rimane del vecchio cimitero italiano a Karpathos

Mihailis vorrebbe realizzare il desiderio del padre: trasformare questo luogo sconosciuto, in un luogo della memoria. Purtroppo ad oggi non vi è stata alcuna risposta alle numerose petizioni inviate ai ministeri italiani.

Sarebbe bello che qualcosa si smuovesse e che il profondo legame che ha unito nel passato il popolo italiano e quello greco, potesse rifiorire e dar vita a una memoria comune. Sarebbe sufficiente rimettere il luogo in una condizione decorosa e apporre una targa: un monito per le future generazioni, ma anche un messaggio d’amore, come quello di Gatoulis, che ha prevalso sulla guerra.

Allora sì che questo diventerebbe un luogo meraviglioso, un inno alla pace e all’amore fraterno.

Siamo solo all’inizio del viaggio…

Nei prossimi articoli che pubblicherò, scopriremo i luoghi più belli e poco conosciuti di quest’isola… faremo il bagno in una piscina Bizantina, visiteremo una chiesa scavata nella roccia a picco sul mare e… molto, molto altro ancora! Siete pronti a partire?!

Riprese aeree su Karpathos
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