ESTERO EUROPA GRECIA

Il santuario sotterraneo di Agios Ioannis: riti ancestrali a Karpathos

Coordinate geografiche
35°48’09.2″N 27°09’54.7″E
35.802565, 27.165196

Come ti ho accennato nel mio articolo “Karpathos e la città fantasma di Avlona”, quest’isola è la meta ideale per gli amanti del trekking.

Esiste perfino un’applicazione gratuita che racchiude tutti i sentieri e fornisce utili indicazioni su dislivelli, lunghezze da percorrere e luoghi d’interesse. Si chiama Karpathian Paths e puoi scaricarla qui.

Ringrazio Mihailis dell’antico “Angolo Italiano Cafe Karpathos” a Pigadia per avermi fatto scoprire quest’applicazione.
Se non conosci Mihailis e la storia della sua moka da caffè t’invito a leggere il mio articolo “Viaggio nel cuore Italiano di Karpathos”.

L’antico cammino di Karpathos: da Avlona a Vroukounda

Oggi ti voglio parlare del sentiero numero 007 che parte da Avlona e arriva a Vroukounda.

Si tratta di un’antichissima mulattiera lunga circa 4 km che partendo dalla Taverna di Avlona arriva fino alla chiesa ipogea di Agio Ioannis. Il sentiero sale per circa 50 metri per poi scendere di circa 300 metri fino al mare, in circa un’ora e mezza di cammino.

Mulattiera Avlona Vroukounda
Antica mulattiera che parte da Avlona e arriva a Vroukounda


Il percorso è semplice, ma come potete immaginare, il ritorno è la parte più dura, soprattutto se si considera che l’intero percorso è esposto al sole. Il mio consiglio è quello di programmare il rientro, soprattutto d’estate, verso sera, quando il sole è più clemente e di portare con sé acqua e pranzo al sacco.
Qui, infatti, non ci sono punti di ristoro e l’unico incontro della giornata con forme di vita è stato quello con gli asini selvatici.
Alberto, che ci ha fatto da guida, ci ha viziato con acqua e birre fresche, pane con formaggio di capra e frutta fresca. Una vera delizia!

Asini selvatici incontrati lungo il cammino


Ma partiamo… il paesaggio è mozzafiato, sembra di essere fuori dalla civiltà moderna. Sulla strada del cammino troviamo delle rocce con incisioni antichissime rappresentanti 3 scudi e un’altare con un foro dove ancora oggi si scorgono i resti degli animali offerti durante i sacrifici votivi.
La cosa ci lascia stupefatti! Sono passati secoli e tutto è rimasto intatto.
Proseguendo, terminata la salita e iniziata la discesa verso il mare, il paesaggio si apre di fronte a noi regalandoci, per quanto possibile, emozioni ancora più grandi!

Scudi scolpiti Vroukounda Karpathos
Altare con incisione rappresentante 3 scudi
Chiesa Agio Ioannis Vroukounda Karpathos
Discesa verso Vroukounda Karpathos

L’antichissima città di Vroukounda

Tenendo poi la sinistra, incrociamo delle antichissime tombe bizantine e poco distanti i resti delle mura della misteriosa città di Vroukounda che vide il suo massimo splendore tra il IV e III secolo prima di Cristo, una delle 4 città più antiche di Karpathos, saccheggiata dai pirati ed abbandonata nel VII secolo dopo Cristo.

Una cosa che mi lascia basita è che tutto il suolo è disseminato di “sassolini” rossi più o meno grandi che poi si rivelano pezzi di anfore bizantine. Incredibile! Sui pezzi più grandi si possono trovare ancora le incisioni del tempo e qua e là i manici originali.
Chissà quali sorprese potrebbe riservare questo luogo ad un’esploratore più attento ed esperto di noi…

La Chiesa scavata nella roccia di Agios Ioannis

Proseguiamo lungo le mura bizantine fino ad arrivare all’antica chiesa di Agio Ioannis. Uno spettacolo della natura!
Si tratta di una chiesa scavata in una grotta a 20 metri sotto terra a strapiombo sul mare.

Ancora adesso, rivivo l’emozione provata nel discendere la scala di pietra, verso quello che doveva essere un luogo di culto sin dai tempi remoti, anche prima dell’avvento del Cristianesimo. 
Le pareti della grotta stillano umidità e all’interno nella penombra si può scorgere un’altare antichissimo e suggestivi quadri.
In questi casi, la torcia del telefono e il flash della macchina fotografica ci vengono in aiuto e riesco ad immortalare gli interni.

Le celebrazioni ancestrali del panigiri a Karpathos

Qui tra il 28 e il 29 Agosto si celebra il panigiri in onore di San Giovanni Battista. I pochi che hanno avuto l’onore di parteciparvi (non è normalmente aperta ai turisti) raccontano di riti ancestrali, danze e profumi d’incenso inebrianti. Un’atmosfera arcana con riti immutati da secoli.

I fedeli arrivano la sera in barca, sfidando le onde impetuose (il lato Nord Ovest dell’isola è quello più esposto ai venti) oppure percorrendo a piedi il vecchio sentiero che parte da Olympos e, terminate le celebrazioni nella suggestiva chiesa, si accampano con le loro stuoie nello spazio antistante, dove passeranno la notte ballando, banchettando e poi riposandosi sfiniti sotto le stelle.

Al segnale del pope, si aprono i canti e i mantinades, poemi narrati sulle note della lyra a tre corde, improvvisati al momento dai suonatori, che fanno a gara a rispondersi a vicenda. Le donne danzano facendo scintillare gli ori e le monete dei loro costumi tradizionali al ritmo ipnotico della danza.

La festa proseguirà anche il giorno seguente, con le celebrazioni nella chiesa e la distribuzione del pane benedetto, frittelle e fette di anguria.

Condivido con voi questo breve video e alcune foto affinché possiate assaporare al meglio queste emozioni.

Curioso sapere che il molo e gli spazi antistanti l’antichissimo santuario ipogeo di Agios Ioannis luogo delle celebrazioni, sono stati sistemati dal figlio dei proprietari della taverna di Avlona, che per diversi anni ha fatto avanti e indietro con il suo asino dal paesino lungo la mulattiera, trasportando pietre e sacchi di cemento.

Ce l’ha raccontato il nostro amico Alberto durante la sosta alla taverna. Ma questa è un altra storia e la puoi leggere nel mio articolo “Karpathos e la città fantasma di Avlona”.

Condividi

Ti potrebbe anche interessare...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.