ESTERO EUROPA KARPATHOS

Karpathos l’isola ventosa e la città fantasma di Avlona

Coordinate geografiche
35°46’28.4″N 27°10’48.9″E
35.774555, 27.180248

C’è un posto in cui il tempo si è fermato. Un posto dove puoi rimanere a tu per tu con la natura, ascoltando il rumore del vento, l’infrangersi delle onde sugli scogli, perderti nei colori del cielo e del rosso infuocato delle rocce.

blog karpathos ventosa

Ebbene si, i posti così esistono ancora e, se come me, fuggi dalle masse e dal turismo commerciale e ami perderti nei tuoi pensieri, respirando a pieni polmoni il profumo della libertà, sei nel posto giusto. Nel mio blog potrai finalmente perderti con me e magari pianificare il tuo viaggio nella meravigliosa Karpathos, isola tanto ventosa quanto affascinate come la città di Avlona!

I mille volti di Karpathos

Siamo nella ventosa e selvaggia Karpathos, un’isoletta della Grecia, non molto conosciuta, dove puoi trovare acqua cristallina, venti impetuosi per gli amanti del Kite surf, ma anche calette riparate poco affollate o semi deserte alla Robinson Crusoe e città fantasma come l’antica Avlona!

Questo luogo nasconde storie affascinati come quella del Soldato Gattullo e della moka da caffè di Mihailis (se sei curioso, puoi leggerle qui).

Karpathos è sostanzialmente divisa in due zone, la parte sud è la più fruibile ed a portata di famiglie o dei meno avventurosi, e la parte nord, collegata da un’unica strada, fino al 2014 ancora sterrata che s’inerpica su alti pendii con viste mozzafiato ed offre “fuori pista” da cardiopalma…

Indovinate qual è la zona che più mi è rimasta nel cuore?!

Da esploratrice curiosa quale sono, ovviamente la parte nord di Karpathos, anche se consiglio come base d’appoggio il delizioso centro di Pigadia, nel sud dell’isola. Si tratta di una località sicuramente più commerciale, pullulante di ristorantini e negozietti, ma che vi permetterà di poter vivere l’isola anche dopo il tramonto. 

Se invece siete dei veri eremiti, potrete trovare un alloggio nei numerosi studios lontani dal centro o nei paesini del nord, per trascorrere le serate col naso all’insù, tra una delle più belle stellate mai viste prima.

Iniziamo a svelare qualche chicca di quest’isola… ma prima qualche consiglio spassionato per voi amici che leggete il mio blog e che volete pianificare un viaggio a Karpathos…

Kit di sopravvivenza per chi atterra nella ventosa Karpathos

Per le gentil donzelle:

  • lasciate a casa gonne e vestitini, via libera ai pantaloni corti di giorno e lunghi la sera, a meno che non vogliate emulare Marylin Monroe e deliziare i passanti con le vostre chiappe al vento;
  • elastici, elastici ed elastici per capelli o un appuntamento dalla parrucchiera per un taglio netto prima della partenza… “De gustibus…” a meno che non vogliate sembrare uno spaventapasseri di paglia sopravvissuto ad un ciclone.. io vi ho avvertito!

Possiamo dire che Karpathos sia un’isola tanto ventosa quanto affascinate, ve ne accorgerete leggendo gli articoli del blog in cui parlo di Avlona e dei suoi segreti!

karpathos
Qualcuno ha detto vento?!

Per tutti i viaggiatori:

  • Se non siete degli esperti guidatori/guidatrici trovate qualcuno/a che vi possa scorrazzare nei posti più belli e nascosti dell’isola che vi sto svelando, una panda 4×4 ed il gioco è fatto!
  • Lasciate parcheggiate bici, moto e quad, le distanze da percorrere e i venti impetuosi potrebbero rendervi il tragitto davvero poco piacevole;
  • protezione solare, tanta acqua, pranzo al sacco, costume e scarpe da trekking…  e se vi va, pure due cuori e una capanna!

Ora siamo pronti, possiamo partire…

Destinazione Avlona!

Probabilmente mai ci saremo sognati di avventurarci fino qui se non avessimo conosciuto Alberto a Prasonnisi Beach, un simpatico signore italiano che ormai da anni passa i mesi estivi a Karpathos.

Ci ha proposto un escursione ad Avlona assieme ad un amico e, un po’ perplessi ma incuriositi dalla cosa, abbiamo accettato. A volte seguire la filosofia ” Yes Man” porta sorprese inaspettate…

L’indomani partimmo verso il nord della ventosa Karpathos e dopo circa un’ ora tra le montagne giungemmo ad Avlona, una cittadina semi abbandonata che nel 2011 contava 6 abitanti e in cui il tempo sembra si sia fermato.

Qui è ancora possibile vedere le donne con i costumi tradizionali, intente a pascolare il bestiame con gli stivali in pelle di capra.

Le piccole case, per lo più abbandonate, hanno piccole aie dove i contadini lasciano ad essiccare i cereali. Si possono scorgere poi macine circolari in pietra e forni comuni anneriti dal tempo per cucinare il pane. Tutto attorno ad Avlona… le montagne con lunghissimi muretti a secco, dove vengono coltivati cereali ed ortaggi.

Questa zona, infatti, era considerato “il granaio” dell’isola, ma ci racconta Alberto, che i cambiamenti climatici e le poche piogge, hanno danneggiato l’agricoltura dell’altipiano. Durante la nostra visita (ad Agosto), infatti, si presentava molto secco e incolto.

Nonostante ciò, il fascino di questi luoghi è davvero impareggiabile. Da lì partono diverse mulattiere e sentieri di cui vi parlerò nei prossimi articoli del blog dedicati alla ventosa Karpathos. Non tutti sanno, infatti, che quest’isola è il luogo ideale per gli amanti del trekking.

Anedotti di viaggio alla taverna di Avlona

In questo posto sperduto è presente un unica taverna, in cui è possibile ristorarsi al ritorno dalle escursioni. Ci si capisce a gesti, l’inglese é una lingua semi sconosciuta. Nonostante ciò Alberto mescolando gesti, italiano, inglese e greco è riuscito a stringere amicizia con i proprietari.

Ci racconta che loro figlio per diversi anni ha fatto avanti e indietro con il suo asino da Avlona lungo la mulattiera, trasportando pietre e sacchi di cemento. Lo scopo? Sistemare il molo e gli spazi antistanti l’antichissimo santuario ipogeo di Aghi Ioannis vicino Vroukounda, a cui gli abitanti sono particolarmente devoti.

Si tratta di una chiesa scavata sotto terra a stra piombo sul mare, dove ogni anno tra il 28 e 29 agosto si tiene il panigiri in onore di San Giovanni Battista.

Nei prossimi articoli del blog dedicati a Karpathos vi racconterò di quando siamo scesi sotto terra a visitare il santuario (clicca qui), faremo il bagno nella piscina bizantina (conosciuta da pochissimi, puoi leggere qui) e molto altro ancora… seguitemi!

Tradizioni locali: fotografie e reportage

Se siete curiosi e volete vedere qualche altra meravigliosa foto di quest’isola vi consiglio un sito specializzato in reportage di viaggio il cui scopo è quello di raccontare le tradizioni locali attraverso la fotografia.

Lo trovate cliccando qui.

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