ITALIA NORD ITALIA VENETO

Castello di San Pelagio e il Museo dell’Aria e dello Spazio

Sappiamo bene come i musei siano posti affascinati per tutte le incredibili storie che possono narrare, ma se anche il luogo stesso avesse una storia ed un passato affascinate? Se fosse esso stesso parte della storia?! Nelle campagne del Veneto, precisamente a Due Carrare in provincia di Padova, una piccola cittadina ai piedi dei bucolici Colli Euganei, sorge lo splendido Castello di San Pelagio.

Castello di San Pelagio
Facciata interna Castello di San Pelagio (tutte le foto sono state gentilmente concesse dal Castello di San Pelagio).

La storia del Castello di San Pelagio

Impossibile non notare l’imponente torre merlata che si staglia fiera, adornata da piante rampicanti secolari che con i suoi colori le conferiscono linfa vitale, quasi come se fosse un essere vivente, mutevole al susseguirsi delle stagioni.

Fu costruita nel Trecento su volere dei Da Carrara, Signori di Padova, per difendersi dagli Scaligeri di Verona e, ancora oggi, si dice che sotto la torre si snoderebbero i passaggi sotterranei segreti lunghi fino a 1 Km dell’antico castello carrarese che collegavano tra loro le diverse torri. Sembrerebbe che parte di questi sotterranei siano oggi in parte allagati.

Il Castello vide l’avvicendarsi di diversi proprietari, fino a quando nel 1752 divenne di proprietà dei Conti Zaborra che inglobarono la torre realizzando la loro dimora, come ricorda la targa posta sopra il portale della torre che recita

 ”Roberto Zabborra quod has aedes in meliorem faciem sua pec. restituerit amplificaverit Paulus Zabborra viro op. benemer. lap. mem. causa P.C.A.D. MDCCLXXV”.

Attualmente il complesso è anche conosciuto come Villa Zaborra e figura nel circuito delle Ville Venete.

Museo del volo e dello spazio
Facciata esterna Castello di San Pelagio e Museo dell’Aria e dello Spazio.

Gabriele D’Annunzio e il Castello di San Pelagio

Il 29 giugno 1917, durante la Grande Guerra, la famiglia Zaborra sottoscrisse un contratto d’affitto con l’esercito italiano per la realizzazione di un campo di volo, hanger e magazzini sui terreni della villa.

Da qui, il 9 Agosto 1918, il maggiore Gabriele D’Annunzio, decollò assieme ad altri 10 apparecchi SVA per il famoso “Volo su Vienna”, su cui lanciò migliaia di volantini inneggianti alla pace e alla libertà, nei quali definiva l’impresa dettata…

 “Per la gioia dell'arditezza […] per la prova di quel che potremmo osare e fare quando vorremo, nell'ora che sceglieremo”. 

Parole che ancora oggi affascinano e fanno riflettere.

Qui potete trovare un approfondimento, messo a disposizione dal Castello di San Pelagio, su quegli straordinari eventi e delle interessantissime foto dell’epoca:

Gli appartamenti del primo piano divennero la dimora di D’Annunzio, e qui godette, tra poesie ed eventi bellici, di un luogo che definì nel 1918 come ”Segreto, mistico ed ardente”.

Erano i tempi della Grande Guerra e l’aviazione stava facendo passi da gigante alla corsa verso l’ultima innovazione tecnologica che potesse sopraffare il nemico.

Ecco perché proprio qui, nelle sale dello splendido Castello, si decise di rendere omaggio a D’Annunzio celebrando le sue gesta ed il suo vissuto, riallestendo le sue stanze secondo fonti d’archivio, ma anche dedicando parte del Castello al Museo dell’aria e dello spazio.

Visitando gli appartamenti in cui soggiornò il poeta-soldato sembra che D’Annunzio stia per rincasare da un momento all’altro. I ricordi di una vita, l’amato cappotto in pelle indossato in molte occasioni o la divisa invernale da generale di divisione aerea sono ancora li. Attorno troviamo gli antichi arredi in legno intagliato abbelliti da grandi arazzi e tappeti.

Castello di San Pelagio Gabriele D'Annunzio
Camera da letto di Gabriele D’Annunzio presso gli appartamenti del Castello di San Pelagio

Passeggiando nella quadreria del Castello, dove i piloti dell’87° Squadriglia prestarono solenne giuramento prima di partire per l’eroica impresa, ci si può immedesimare in quei momenti che riprendono colore e vita grazie alla sala immersiva. Qui proiezioni alte più di 5 metri rievocano quegli attimi, accompagnate dalle parole del Vate e da emozionanti rielaborazioni in realtà virtuale.

Castello di San Pelagio Gabriele D'Annunzio
Ricostruzione riunione piloti dell’87° Squadriglia.

Il Museo dell’Aria e dello Spazio

Nelle due ali del Castello di San Pelagio, padronale e rustica, negli antichi granai, nelle cantine e nelle stanze residenziali della Famiglia Zaborra si sviluppa il Museo dell’Aria e dello Spazio, inaugurato il 20 settembre 1980, dall’attuale Contessa Ricciarda Avesani insieme al padre Alberto.

Il Museo ripercorre le tappe fondamentali dell’evoluzione dei velivoli aereonautici. Si parte dai miti di Icaro, passando per il genio di Leonardo fino ai giorni nostri. Qui troviamo rappresentazioni di modelli in scala, ma anche reperti originali di dirigibili, idrovolanti, aerei… che hanno accompagnato l’uomo alla scoperta del cielo e dello spazio.

Nello splendido salone da ballo troviamo una riproduzione in scala della mongolfiera dei fratelli Montgolfier che per prima spiccò il volo nel 1783 e nella sala emozionale è possibile rivivere quell’esperienza grazie a giochi di luce, proiezioni ed effetti sonori.

Castello di San Pelagio
Sala delle mongolfiere.

Non poteva mancare una zona dedicata appunto al famoso Volo su Vienna: a quel periodo risalgono il tornio utilizzato per realizzare parti degli aerei e la macchina da cucire Singer con la quale si confezionavano i paracadute e le tele che rivestivano le ali degli aerei.

Nel meraviglioso parco di tre ettari e attorno al romantico laghetto, un tempo Peschiera, potrete ammirare esemplari originali di mezzi volanti: alianti, aerei, elicotteri e missili in uso durante il secolo scorso.

Il percorso botanico

Il Castello di San Pelagio è un luogo pullulante di testimonianze storiche ma anche naturalistiche.

Oltre al percorso aeronautico è possibile, infatti, seguire anche il percorso botanico lasciandosi inebriare dal profumo delle rose sprigionato dal romantico roseto del Giardino di Rappresentanza, composto da ben 1000 esemplari di 200 specie diverse.

La scelta, è avvenuta con criteri ben precisi: profumo, colore, portamento, dimensioni, ma anche omaggiando il Museo dell’Aria e dello Spazio. Troviamo, per esempio, la rosa Aviateur Blériot, dai delicati mazzi di fiori gialli, dedicata al trasvolatore della Manica del 1909. 

E’ possibile proseguire la vista nel Giardino Segreto, più intimo ed ad uso familiare e scoprirne i suoi tesori; esplorare il Brolo e passeggiare lungo il viale di carpini secolari ed intorno al laghetto.

Il ricco Parco Storico del Castello fa parte, infatti, del circuito dei Grandi Giardini Italiani.

Al suo interno troviamo non uno, ma ben 2 labirinti.

Il primo è dedicato al mito del Minotauro, sconfitto da Teseo e Dedalo. Quest’ultimo per punizione fu rinchiuso con il figlio Icaro nel labirinto. Nel tentativo di fuggire, costruirono delle ali con piume e cera, ma avvicinandosi troppo al sole queste si sciolsero ed Icaro precipitò in mare. Un chiaro richiamo al sogno di volare che da millenni accompagna l’uomo e che proprio qui, al Museo dell’Aria e dello Spazio, trova degna celebrazione.

Il secondo, invece, è dedicato a D’Annunzio e prende il nome di un suo romanzo “Forse che sì, forse che no”, ispirato da un misterioso motto che Francesco II Gonzaga aveva fatto iscrivere in un labirinto dipinto sul soffitto del suo palazzo, probabilmente tratto a sua volta da una composizione popolare.

Il percorso storico

In alternativa potrete seguire il percorso storico, sotto il vigile sguardo della romantica Torre Medievale Trecentesca, adornata dall’edera rampicante.

Potrete visitare i luoghi che furono testimoni di quei famosi avvenimenti storici: la barchessa ad uso agricolo, il salottino ottocentesco riccamente decorato, la sala dedicata alla famiglia Zaborra e l’antica cucina veneta dove fu allestita nel 1917 la mensa degli ufficiali e dei piloti del’87° Squadriglia La Serenissima.

cucina Castello di San Pelagio
La cucina del Castello di San Pelagio

E poi ancora nei giardini segreti, potrete ammirare la curiosa vasca termale di forma ovale, realizzata in pietra come pure alcune statue e alcuni nani e che risalgono probabilmente al periodo Settecentesco, l’Oratorio della fine del ‘700, la ghiacciaia utilizzata come frigorifero dell’epoca, l’altare dedicato alla Madonna di Loreto, protettrice degli aviatori e la peschiera.

Non vi resta che scegliere il percorso tematico di vostro interesse: aeronautico, botanico o storico?! Anche i bimbi saranno entusiasti della visita, grazie a laboratori ed attività teatrali pensati apposta per loro.

giardino segreto Castello San Pelagio
Il Giardino Segreto

Matrimoni: ci si può sposare al Castello di San Pelagio?

All’interno dello splendido Castello di San Pelagio è possibile organizzare matrimoni ed eventi privati.

Nel Giardino di Rappresentanza è possibile accogliere gli ospiti, per continuare poi la festa nella Barchessa o nelle sale interne, come l’Ottocentesca sala da ballo del Castello, dove oggi volano le mongolfiere.

Il Castello mette a vostra disposizione per celebrare la cerimonia civile la sala da ballo, oppure all’esterno il romantico viale di carpini centenari o il colonnato al centro del suggestivo laghetto immerso nel verde.

Su richiesta sono a disposizione wedding day coordination, catering e banqueting, intrattenimento musicale, illuminazione, allestimenti, open bar, fuochi d’artificio, animazione bimbi e voli in mongolfiera!

Prezzi e orari di apertura

Potete consultare prezzi ed orari di apertura del Castello di San Pelagio e del Museo dell’Aria e dello Spazio cliccando qui.

Come arrivare al Castello di San Pelagio? Dove si trova?

Potete arrivare al Castello di San Pelagio seguendo le coordinate geografiche: 45°18’50.5″N 11°49’20.4″E.

Qui di seguito trovate la mappa.

Condividi

Ti potrebbe anche interessare...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.