sentiero delle facce
ITALIA, NORD ITALIA, VENETO

Il sentiero delle facce sui Colli Euganei.

Il sentiero delle facce sui Colli Euganei non è un semplice sentiero, ma un percorso nell’arte, dove la natura si fonde e s’intreccia con la maestria dell’artista Alfredo Barbiero, in una scambio vicendevole che affascina e dona vita.

E’ così che delle semplici pietre assumono le sembianze di facce, soli, lune rendendo il cammino sui Colli Euganei una continua scoperta.

La storia di Alfredo Barbiero e della realizzazione delle facce.

Chi è Alfredo Barbiero?

Alfredo Barbiero, originario di Cervarese Santa Croce (PD), classe 1951, dopo un diploma da geometra, lavora dapprima in un’azienda edile per poi iniziare una collaborazione durata 7 anni con l’Ente Parco Colli. Nei fine settimana si dedica alla sua amata arte plasmando la trachite ed il legno.

Dopo un temporale, decide di recuperare a Galzignano Terme un ramo spezzato e di trasformarlo in un’opera d’arte: realizzerà un basilisco, in ricordo di quel “Biscione” che emette il suono di un gallo, a cui sua madre, diceva di prestare attenzione ad ogni uscita sui Colli Euganei.

Ma la sua arte e la sua voglia di valorizzare il bosco e la natura non si ferma lì …

Come nasce l’idea del sentiero delle facce?

L’idea del sentiero delle facce sui Colli Euganei nasce circa una ventina di anni fa quando Alfredo Barbiero, durante uno dei tanti giri in mountain bike, seduto a riposare su quelle pietre, ha un’illuminazione: perchè non portare la sua arte nel bosco?!

Ed ecco che così il sabato mattina, terminata la settimana lavorativa, decide d’impugnare la sua mountain bike, si carica sulle spalle gli attrezzi del mestiere un panino e via … alla ricerca del luogo e dei pezzi di trachite più adatti per le sue creazioni.

Respira l’aria profumata del sottobosco, ascolta i rumori che la animano, osserva il terreno alla ricerca della sua musa ispiratrice. Ed ecco che, scelta la pietra, si lascia guidare dalle forme e colori, la osserva cercando di estrarre il suo essere, rivelandolo con l’aiuto del fedele scalpello e delle sue forti braccia. Ed ecco comparire creature fantastiche, volti femminili, lune, soli, ma anche figure sacre. I volti sono allungati, i capelli fluenti, ricordano le opere di Modigliani.

Per ogni volto impiega circa 2 sabati e ne realizza circa una ventina lungo il sentiero di San Giorgio.

Col passare del tempo, piante, muschi, pioggia e sole hanno fatto il resto andando a modificare le sue opere in un’eterno divenire. Le facce del sentiero appaiono mutevoli durante il giorno, modificate dai giochi d’ombra e luce dei raggi di sole che filtrano nel sottobosco.

Per certi versi possiamo cogliere delle analogie tra il Sentiero delle Facce sui Colli Euganei ed il Parco di Arte Sella di cui ti ho parlato qui.

Leggende, magia e la scoperta!

Sull’origine del sentiero delle facce, nei tempi passati si erano create anche delle leggende.

In molti si domandavano chi fosse a scolpire le pietre che, mese dopo mese, si moltiplicavano sui sentieri. Molti credevano che qualcuno vi si recasse di nascosto di notte ed Alfredo Barbiero sorrideva di queste voci che arrivavano alle sue orecchie. I bambini credevano che le sculture fossero state realizzate addirittura dalle fate.

E fu proprio un bimbo di una scuola elementare, 15 anni fa durante una mostra a Teolo, che si accorse delle somiglianze tra quelle opere e quelle dei Colli Euganei ed esclamò alla maestra: “Ma allora è stato lui a scolpire le facce!“, svelando così l’arcano!

Il sentiero delle facce o “Dee Teste” sui Colli Euganei

Il percorso

Coordinate geografiche

45°21’50.0″N 11°40’53.5″E

E’ possibile percorrere il Sentiero delle Facce sui Colli Euganei seguendo il sentiero R2 Gruppo San Giorgio, l’antica via che conduceva sul Monte Grande e al Passo delle Fiorine.

Il percorso è accessibile da più punti, ma noi abbiamo scelto come partenza il sentiero che parte in Via Bettone a Teolo vicino l’azienda vitivinicola Le Querce (vicino al civico 42). Durante la nostra visita del 29 Agosto 2021 il piccolo spazio segnalato come parcheggio era oggetto di lavori, pertanto non è stato semplice posteggiare l’auto, ma fortunatamente ci siamo accorti di un piccolo (unico) posteggio proprio sul sentiero.

Da lì abbiamo iniziato il nostro percorso a piedi su di un ampia strada sterrata, percorrendo 4 tornanti fino a raggiungere quota 221 m sulla Strada Bepi del Monte, come ci ricorda la segnaletica. Proprio accanto al cartello sulla destra, inizia il sentiero delle facce che si addentra nel bellissimo bosco di castagni.

E finalmente ecco spuntare quelle che io definirei magiche creature del bosco. Assieme alla mia bimba di 2 anni ci divertiamo a scoprirle e contarle. E’ una vera e caccia al tesoro! Potete immaginare l’euforia e la gioia della mia bimba… “Eccola!“, “Qui qui!“, “Mamma guarda!“.

Le facce sono davvero tante e ci rendiamo conto che non è neppure semplice vederle tutte, molte sembrano nascondersi intimidite e scrutarci curiose!

inizio sentiero delle facce 5

A parte alcuni speroni rocciosi all’inizio del percorso, il sentiero delle facce è per lo più pianeggiante e può essere tranquillamente percorso anche da bimbi piccoli. In questo caso, consiglio di percorrere il sentiero fino in fondo e poi, non appena inizia il bivio in salita, di ritornare alla base percorrendo il sentiero a ritroso.

La salita fino a Passo Fiorine, infatti, con bimbi piccoli al seguito, risulta impegnativa e numerosi bivi rendono l’orientamento non troppo semplice.

inizio sentiero delle facce 3

Se invece siete degli esploratori, il sentiero delle facce offre alcune piacevoli deviazioni, che allungano il percorso di pochi minuti tra le quali:

  • la “Pria del Calcagno” sopra la quale una leggenda vuole si sia seduta la Madonna, che stanca durante la risalita del monte (ora chiamato Monte della Madonna), qui si riposò lasciando l’impronta del suo calcagno impressa nella pietra;
  • “La Crose” un belvedere panoramico proprio sopra Teolo;
  • le rovine del vecchio castello di San Giorgio, di cui rimane gran poco. Fu menzionato pensate addirittura nel 1232 come presidio militare e apparteneva ad una famiglia discendente dei Conti di Padova e Vicenza. Lo sapevate che sui Colli Euganei esiste una via degli Eremi, ruderi e castelli? Si tratta di un percorso tematico che collega fortificazioni, complessi monastici e dimore private all’interno del Parco Colli.
sentiero delle facce belvedere dea crose

Riprendendo la via, è possibile risalire fino a Passo Fiorine e giunti in cima riposarsi gustandosi un meritato panino presso la Baita Passo Fiorine.

Ristorati, riprendiamo la strada del ritorno e proprio accanto al sentiero dal quale siamo arrivati, troviamo il cartello con le indicazioni sul ritorno dove ci sono ad accompagnarci altre facce scolpite da Alfredo Barbiero.

L’incendio sul Monte Grande

Il sentiero delle facce sui Colli Euganei è rimasto miracolosamente illeso durante l’incendio che ha interessato il Monte Grande tra il 15 e il 16 Agosto 2012. Le fiamme si sono fermate a soli pochi metri di distanza!

Lunghezza, durata e dislivello del sentiero delle facce.

Lunghezza del sentiero delle facce:

  • il percorso breve è di circa 3-4 km percorribile in 1 ora e 30 min.
  • il percorso lungo fino alla Cima del Monte Grande richiede circa 2 ore e mezza ed è di 7 km che diventano 8 km se si vuole fare una deviazione fino alla Chiesa di S. Antonio Abate.

Dislivello: meno di 300 mt

Dove si trovane le altre facce?

Il Sentiero di Sant’Antonio Abate

Altre facce sono visibili lungo il sentiero di Sant’Antonio Abate, facilmente visibili per i bimbi dell’Asilo nel Bosco che, partendo da Praglia, fanno lezione nel bosco. Si tratta di un progetto rivolto ai bambini e bambine dai 3 ai 6 anni, nato nel 2016 su proposta di alcuni componenti l’associazione Amici di Parco Lonzina che da tempo hanno dato vita al progetto d’educazione all’aria aperta.

Per far felici maestre e bambini Alfredo Barbiero ha deciso di regalare anche a questo sentiero alcune delle sue opere.

Il Cristo della grotta di Santa Felicita

Durante una delle sue operose giornate fra i boschi dei Colli Euganei, Alfredo Barbiero racconta di aver conosciuto una ragazza che viveva nella grotta di Santa Felicita, proprio vicino la chiesetta di S. Antonio Abate. Vedendolo scolpire la roccia, la donna chiese se poteva scolpire un volto di Cristo vicino alla grotta. Ed è così che oggi è ancora possibile ammirare quest’opera che somiglia molto alla Sacra Sindone.

L’eremita della grotta di Santa Felicita

Quella donna si chiamava Claudia, una ragazza di Torino che negli anni 2000 trascorse nella grotta un periodo di meditazione. E’ possibile vedere la grotta alla destra della chiesetta, nel fianco del colle. Si tratta di un’apertura inaspettatamente grande e molto umida, per la presenza di una delle sorgenti d’acqua più alte dei Colli Euganei.

Alfredo si era prestato di fornire sacco a pelo e coperte, ma Claudia rifiutò, preferiva dormire su un materasso che si era procurato protetta dal particolare microclima della grotta. Neppure i genitori che erano venuti per riportarla a casa le hanno fatto cambiare idee ed abbandonare il suo percorso mistico.

Oggi la ragazza, ha preferito spostarsi, lontano da sguardi curiosi e si dice si trovi sui Colli Berici.

Mostra opere di Alfredo Barbiero

Fino al 30 Aprile 2022 è possibile vedere alcune delle opere di Alfredo Barbiero esposte presso la Biblioteca Comunale di Montemerlo (PD). Tel: 049 9903302.

Orari della mostra di Alfredo Barbiero:

  • Lunedì 9:00-13:00 14:30-19:00
  • Martedi e mercoledì 14:30-19:00
  • Giovedi’ 9:00-13:00 14:30-19:00
  • Venerdi’ 9:00-13:00
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