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Marco Solari racconta Scarzuola, la ideale di Tomaso Buzzi

Marco Solari ci accompagnerà, con le sue affascinati parole e la sua visione poco convenzionale del mondo, alla scoperta della Scarzuola. Ne avete già sentito parlare?! Partiamo …

Cos’è la Scarzuola?

Un volo di fantasia pietrificato, un’anfora di silenzio, un trionfale inno al creato e alla natura: è la Scarzuola, la città ideale di Tomaso Buzzi.

Si tratta di una casa privata, visitabile solo previo appuntamento, a Montegiove nel comune di Montegabbione in provincia di Terni. Qui il visitatore viene catturato e rimane sospeso tra il magico, l’esoterico e il surreale.

marco solari scarzuola

Tommaso Buzzi e la storia della Scarzuola

Tommaso Buzzi è un architetto milanese, maestro dell’Art Decò, che qui trovò la sua pace interiore e la sua fonte d’ispirazione.

Ma come nasce l’idea della Scarzuola?!

Siamo nel 1956 Buzzi era in Messico con alcuni amici dell’aristocrazia milanese quando s’innamorò di un convento ad Acapulco. La madre dell’editore Giangiacomo Feltrinelli lo dissuase dall’idea dell’acquistarlo.

Appena tornato in Italia l’architetto scoprì tramite il marchese di Orvieto un’antica struttura appartenente ai frati francescani che non esitò a comprare: La Scarzuola appunto.

Il convento e l’origine del nome Scarzuola

Si tratta di un luogo immerso nel mistero, dove non arrivano i caotici rumori metropolitani, dove la natura appare incontaminata, protetta dal verde, nascosta delle colline umbre e lontano dagli occhi indiscreti.

Proprio qui, nel XII secolo passò San Francesco e si costruì un giaciglio con una pianta palustre La Scarza, da cui il nome Scarzuola.

Nel punto in cui si accampò, si narra, piantò una rosa e un alloro e miracolosamente cominciò a sgorgare una fonte. È proprio lì che i Conti di Marsciano fecero costruire un convento!

La città ideale di Tomaso Buzzi

Attorno alla chiesa e al convento fondati dal Santo di Assisi nel 1218, Buzzi cominciò a costruire una città che lo rappresentasse.

L’architetto, ancora cattedratico al Politecnico quando comprò la Scarzuola, fu ispirato dello spirito del luogo e partendo dalle sue esperienze in giro per il mondo, gettò le basi per una realizzazione surrealista.  

L’artista tracciò un percorso ricco di simbolismi basato sul poema illustrato italiano “Hypnerotomachia Poliphili” di Francesco Colonna e la Sforzinda del Filarete.

Qui materializzerà veramente se stesso, la sua autobiografia, spogliandosi di quello che ha fatto nella prima parte della vita, ritornando bambino e cominciando a giocare col tufo, costruendo scenografie teatrali, come se fossero castelli di sabbia “li butto giù e ricomincio daccapo” .

Tutto è in continua evoluzione, le stesse opere vennero talvolta distrutte per far spazio ad altre in un fiume in piena di fugace creatività. L’idea stessa che un giorno la natura potesse riprendere i suoi spazi solleticava la sua fantasia.

marco solari scarzuola

Marco Solari racconta la Scarzuola

Oggi La Scarzuola appartiene al nipote di Buzzi, Marco Solari che se n’è preso cura dal 1981, anno della morte di Buzzi, e che dal 2000 l’ha aperta al pubblico suscitando attenzioni da tutto il mondo.

Ma non tutti riescono a comprendere l’arte libera di Buzzi e la stravaganza del nipote Marco Solari, che guida i visitatori alla scoperta del luogo.

Quest’ultimo che lavorava nell’alta finanza a Milano, alla morte dello zio, decise di cambiare vita e di trasferirsi a Montegabbione per seguire il grandioso progetto di Buzzi.

Marco Solari racconta che alla morte di Buzzi:

“C’era il problema dell’eredità della Scarzuola, perché in casa non la voleva nessuno, io ero laureato a Milano e non m’importava niente di stare nelle scatole chiuse delle banche. Per me è stata una boccata d’ossigeno. “

Maco Solari

La visita alla Scarzuola con le parole di Marco Solari

E’ stata realizzata volutamente in tufo materiale friabile e poroso con l’intento di ottenere il fascino del non finito. Ecco come la descrive Marco Solari:

“La fantasia di Buzzi si manifesta così come infinita, ma la possibilità di materializzarsi è finita perché viviamo nello spazio-tempo e quindi si cerca di fare, ma senza eccedere perché se no poi va a finire che l’opera non ha più nessun senso.”

Marco Solari

Buzzi aveva una visione del mondo allargata e la porta qui riproponendola attraverso il tufo ritornando bambino.

“Lui non fa fondamenta, lui non fa tetti, quindi non usa l’ingegneria e l’architettura, ma diventa bambino e gioca con i lego, e tira su e butta giù delle scenografie teatrali e tutto ciò che il tufo gli permette di fare.”

Marco Solari

Un gioco che dura 20 anni fino al 1978, tre anni prima della sua morte.

Buzzi innalzò una dopo l’altra una serie di opere: le riproduzioni in scala del Colosseo, del Pantheon e del Partenone, la statua della Dea Madre, la Torre di Babele, la “Scala delle sette ottave” che si affacciano sulla campagna umbra… 7 teatri, 7 rappresentazioni sceniche, 7 tra i monumenti dell’antichità più importanti…

marco solari scarzuola

“La Scarzuola non è da prendersi sul serio, quindi ecco il perché della chiave teatrale, tutto è semi serio, è un volo di fantasia che ha pietrificato l’architetto. Uno che arriva qui deve essere flessibile. La città ideale di Tomaso Buzzi essendo circolare non ha schemi e la spiritualità ognuno la può esprimere come vuole.”

Marco Solari

Tommaso Buzzi ha creato un non luogo fuori dal caos metropolitano e dallo stress quotidiano (molto affine al “Giardino dei Tarocchi” a Capalbio, puoi leggere l’articolo cliccando qui) . Nella città ideale sembra quasi che il tempo non passi mai, il visitatore si trova quasi in imbarazzo rispetto alla manifestazione creativa dell’interiorità dell’architetto.

Ci si rende conto di quanto oggi l’introspezione e l’ascolto di se stessi siano diventati ormai un’utopia. Visitarla e conoscerla è come intraprendere un viaggio dal quale si torna diversi incantati affascinati scettici o perplessi ma mai delusi o indifferenti.

Possiamo riassumere il testamento di Buzzi in questa frase: “Il futuro della Scarzuola dovrebbe partire tutto dal silenzio facendo uscire la musica dalla rete.”

La Scarzuola: orari di visita

La Scarzuola è un parco privato ed è obbligatoria la prenotazione in cui si dovrà indicare giorno e orario della visita, telefonando allo 0763/837463 o scrivendo a info@lascarzuola.com.

La visita dura circa due ore. 

Il costo del biglietto è di 10 euro a persona.

Al link ufficiale trovate tutte le informazioni sulla Scarzuola.

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4 commenti

  1. Deve essere davvero un posto stupendo, dove lasciarsi guidare dalle emozioni e dalle sensazioni. Metto subito in lista tra i posti da vedere non appena possibile!

    1. E’ un posto molto suggestivo, te lo consiglio! A me luoghi come questo fanno sognare e fantasticare. Li adoro.

  2. Che luogo affascinante! Non lo conoscevo, ma mi piacerebbe proprio visitarlo, per sognare e fantasticare mentre ci passeggio all’interno.

    1. Ne vale la pena Dani! E’ davvero particolare!

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